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Al
Presidente del
Consiglio regionale del Piemonte
INTERROGAZIONE
ai sensi dell’articolo 18, comma 4, dello Statuto e
dell’articolo 99 del Regolamento interno.
Ordinarie a risposta orale in Aula X
Ordinarie a risposta orale in Commissione
Ordinarie a risposta scritta
Indifferibile e urgente in Aula
Indifferibile e urgente in Commissione
Oggetto:
Reintroduzione dei Comuni novaresi e degli Enti piemontesi interessati
nella Commissione aeroportuale di Malpensa e progetto di realizzazione
della terza pista dell’aeroporto di Malpensa.
Premesso che
- dal 2005, i
Comuni novaresi di Oleggio, Marano Ticino, Pombia, Varallo Pombia e
Castelletto sopra Ticino, la Provincia di Novara e la Regione Piemonte,
a seguito di un’indicazione del Ministero dei Trasporti inviata ad ENAC
(Ente Nazionale Aviazione Civile), hanno fatto parte della Commissione
aeroportuale dell’aeroporto di Malpensa;
- successivamente,
i suddetti enti sono stati estromessi dalla citata Commissione in modo
improprio, sulla base di una circolare ENAC del luglio 2007;
-
la
precedente Giunta regionale aveva richiesto ad ENAC che fosse
ripristinata la presenza a pieno titolo nella Commissione aeroportuale
di Malpensa dei Comuni novaresi e degli Enti piemontesi interessati;
considerato che
- se questa
situazione fosse confermata, il territorio novarese, su cui grava da
anni gran parte dell’impatto ambientale e l’inquinamento acustico ed
atmosferico dovuto ai sorvoli degli aerei in decollo dal confinante
aeroporto lombardo di Malpensa, non avrebbe modo di partecipare alle
decisioni della Commissione aeroportuale che ha il compito di studiare,
scegliere e far applicare gli scenari e le modalità di avvicinamento e
decollo degli aerei al fine di contenerne l’inquinamento acustico;
- nelle intenzioni
espresse sia da SEA, sia da Regione Lombardia, vi è il progetto di una
terza pista in previsione di un’espansione di traffico a 50 milioni di
passeggeri, sebbene il contesto attuale sia cambiato rispetto alle
previsioni del 2007, a cui si riferisce lo studio per la terza pista,
tanto che l’attività dell’aeroporto di Malpensa, che nell’anno 2007
aveva gestito circa 23.800.000 passeggeri e una media di 734 movimenti
al giorno, nel 2009 ha gestito poco più di 17.500.000 passeggeri, con
una media 521 movimenti al giorno, ed è quindi in regressione;
- per la
costruzione della terza pista, la Regione Lombardia prevede di
sottoporla esclusivamente a VIA (Valutazione d’impatto ambientale) e non
alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) all’interno del Piano
Territoriale regionale lombardo. La VAS, tuttavia, è il solo strumento
che permette di valutare la convivenza tra sviluppo e ambiente su vasta
area;
- con le migliorie
eseguite e in completamento nel 2010 al Terminal 1 e con quelle previste
per il Terminal 2 per il 2011, la capacità dell’aeroporto di Malpensa
potrebbe arrivare a 40 milioni di passeggeri, senza dover realizzare la
terza pista, quindi ben in grado di “sopportare” l’incremento di
passeggeri per l’Expo 2015 previsto nell’ordine di 6 milioni di utenti;
considerato, altresì, che
- la previsione
mondiale di sviluppo del trasporto aereo è stata calcolata nella misura
del 3,9% all’anno, per cui i 40 milioni di passeggeri verrebbero
raggiunti a Malpensa solamente nel 2030, rendendo così non giustificata
la costruzione nel breve/medio periodo di una terza pista;
-
l’inquinamento del traffico aereo di Malpensa coinvolge un’area con
raggio di almeno 20 km dall’aeroporto;
-
con la terza
pista si comprometterebbe, ancor più di oggi, la qualità della vita e la
salute dei cittadini dell’Ovest Ticino, oltre che la flora e la fauna
del Parco regionale del Ticino, dichiarato dall’UNESCO “Riserva della
biosfera”;
- la precedente
Giunta regionale aveva proposto che si valutasse lo sviluppo delle
infrastrutture aeroportuali in termini di sistema complessivo del Nord
Italia, abbandonando logiche di accentramento, non economiche e dannose
per l’ambiente.
INTERROGA
il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore competente per
sapere:
-
quali siano le azioni che intendano mettere in atto per richiedere
l’inserimento, nuovamente a pieno titolo, dei Comuni novaresi e degli
Enti piemontesi interessati nella Commissione aeroportuale di Malpensa;
-
se non
ritengano che la
costruzione
della terza pista di Malpensa, alla quale verrà convogliata la maggior
parte degli aerei in decollo, penalizzerà ulteriormente, dal punto di
vista acustico e della qualità dell’aria, il confinante territorio
novarese, e sia, dunque, per tutte queste ragioni da evitare;
-
se
non ritengano
che qualunque progetto di crescita dell’aeroporto di Malpensa debba
essere sempre valutato attraverso la VAS con, di conseguenza, anche il
coinvolgimento dei confinanti Enti piemontesi.
Torino, 29 giugno 2010
Prima firmataria Giuliana MANICA
Altre firme

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Al
Presidente del |
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Consiglio regionale |
|
del
Piemonte |
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ORDINE
DEL GIORNO |
|
Trattazione in aula |
|
OGGETTO:
Nuovo Ministro per l’attuazione del Federalismo: riforme a
rischio |
|
Considerato che
·
Il
Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi ha nominato come
nuovo Ministro per “l’attuazione del Federalismo” l’On. Aldo
Brancher;
· tale
neo-Ministro non appare particolarmente esperto nel ramo;
· un suo
possibile ricorso alla legge sul c.d. “legittimo impedimento”
per vicende giudiziarie in cui è processato potrebbe essere una
ragione della sua nomina a Ministro;
· le
deleghe per l’attuazione del Federalismo, e in particolare del
Federalismo fiscale, sono anche attribuite al Senatore Umberto
Bossi;
· anche se
le deleghe al neo-Ministro Brancher venissero mutate in
“decentramento e sussidiarietà” è evidente che esse rischiano di
confliggere o sovrapporsi con quelle attribuite al Sen. On.
Ministro Bossi;
Tutto ciò
premesso il Consiglio regionale
impegna il Presidente della Giunta regionale
Torino, 25
Giugno 2010 |

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Al
Presidente del |
|
Consiglio regionale |
| del
Piemonte |
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ORDINE
DEL GIORNO |
|
Trattazione in aula |
|
OGGETTO:
Piano Straordinario per l’occupazione. Misura I. 7 “Più scuola”.
Richiesta di contributo al Ministero dell’Istruzione, Università
e Ricerca |
|
Premesso
che:
·
La Giunta Regionale,
all’interno del Piano Straordinario per l’occupazione, Misura I.
7 “Più scuola”, prevede il sostegno alle scuole dei piccoli
comuni, delle aree montane e metropolitane disagiate attraverso
un incremento dell’organico in via sussidiaria;
·
Tale misura si pone
quali obiettivi il mantenimento del tempo scuola consolidato, il
sostegno alla qualità didattica favorendo la costituzione di
classi non eccessivamente numerose e la riduzione del fenomeno
del precariato nella scuola;
·
Destinatarie di tale
misura saranno le autonomie scolastiche piemontesi che, mediante
bando, potranno accedere a risorse necessarie a fronteggiare la
riduzione degli organici previsti nella Legge Finanziaria n. 133
del 6 agosto 2008 e nello Schema di Piano Programmatico del
Ministero dell’Istruzione di cui all’art. 64;
Evidenziato
che:
l
Tale competenza, ai
sensi dell'art. 137 del Dlgs 112 del 31 marzo 1998 “Conferimento
di funzioni e compiti amministrativi dello stato alle regioni ed
agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo
1997, n.59”, è propria dello Stato in quanto “Restano allo
Stato, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera a), della
legge 15 marzo 1997, n. 59, i compiti e le funzioni concernenti
i criteri e i parametri per l'organizzazione della rete
scolastica, previo parere della Conferenza unificata, le
funzioni di valutazione del sistema scolastico, le funzioni
relative alla determinazione e all'assegnazione delle risorse
finanziarie a carico del bilancio dello Stato e del personale
alle istituzioni scolastiche, le funzioni di cui all'articolo
138, comma 3, del presente decreto legislativo”.
·
Alle Regioni, ai sensi dell'art. 118 secondo comma della
Costituzione e dell'art. 138 del Dlgs 112 del 31 marzo 1998
sono delegate le
seguenti funzioni amministrative:
a)
la programmazione dell'offerta formativa integrata tra
istruzione e formazione professionale;
b)
la programmazione, sul piano regionale, nei limiti delle
disponibilità di risorse umane e finanziarie, della rete
scolastica, sulla base dei piani provinciali, assicurando il
coordinamento con la programmazione di cui alla lettera a);
c)
la suddivisione, sulla base anche delle proposte degli enti
locali interessati, del territorio regionale in ambiti
funzionali al miglioramento dell'offerta formativa;
d)
la determinazione del calendario scolastico;
e) i
contributi alle scuole non statali;
f)
le iniziative e le attività di promozione relative all'ambito
delle funzioni conferite.
L'esercizio delle funzioni, ai sensi della legge 15 marzo 1997,
n. 59, deve avvenire secondo “il principio della copertura
finanziaria e patrimoniale dei costi per l'esercizio delle
funzioni amministrative conferite”.
-
La
Regione interviene in via sussidiaria su una competenza
propria dello Stato con proprie risorse pari ad Euro
10.000.000,00, attingendo a quanto stanziato sul bilancio
pluriennale per l’attuazione del Piano Triennale della Legge
28 del 2007.
Considerato
che:
Tutto ciò
premesso e considerato
sollecita la
Giunta regionale a
-
richiedere al Ministero dell’Istruzione, Università e
Ricerca un contributo a copertura delle risorse stanziate
nella Misura I 7 del Piano Straordinario per l’occupazione
pari ad Euro 10.000.000,00 in quanto competenza esclusiva
dello Stato;
-
utilizzare le risorse del bilancio regionale a ciò destinate
per garantire gli attuali standard di istruzione della
Regione Piemonte in attuazione a quanto previsto dal Piano
Triennale della Legge Regionale 28 del 2007.
Torino, 28
Giugno 2010
|
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|
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Al Presidente del |
|
Consiglio regionale |
| del
Piemonte |
MOZIONE
ai
sensi dell’articolo 18, comma 4, dello Statuto e
dell’articolo 102 del
Regolamento interno
|
|
trattazione
in Aula |
|
OGGETTO:
Richiesta di proroga della deroga al regime degli aiuti di
Stato. |
|
Il
Consiglio regionale del Piemonte, |
|
premesso che
§
la grave crisi
economica e finanziaria globale ha coinvolto nella nostra
regione soprattutto le piccole e medie imprese (PMI), artigiane
e non, che hanno subito una consistente riduzione dei
finanziamenti da parte delle banche, una crescente
insostenibilità finanziaria e conseguente cessazione o,
comunque, drastica riduzione della base produttiva;
§
al fine di facilitare
l’accesso al credito ai soggetti colpiti dalla recessione, sia
nell’ottica di risolvere problemi immediati e contingenti –
promuovendo la stabilizzazione finanziaria dell’impresa – sia di
incoraggiarne lo sviluppo e la crescita, facilitando la
concessione di nuova finanza, la precedente Giunta regionale, lo
scorso anno, ha approvato un “Fondo di Riassicurazione”,
attualmente operativo, costituito nell’ambito del Fondo Europeo
di Sviluppo Regionale, che fornisce garanzie a favore dei
Consorzi di garanzia collettiva fidi (Confidi), nonché il fondo
di garanzia per le grandi imprese;
§
l’originaria
operatività dei Fondi di Riassicurazione e di garanzia risulta
temporalmente limitata al 30 giugno 2010;
avendo appreso
§
della volontà
dell’attuale Giunta regionale di prorogare l’operatività del
Fondo di Riassicurazione per le piccole e medie imprese fino al
31 dicembre 2010;
considerato che
§
negli ultimissimi
mesi, si sono colti alcuni segnali di disgelo dell’economia
regionale, tuttavia ancora troppo deboli per avvallare l’ipotesi
di un’inversione del ciclo e di una vera risalita della china,
in ogni caso prevista da tutti come lunga e accidentata;
§
permangono difficoltà
di accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese
anche a causa del protrarsi della crisi;
§
considerato che i
suddetti sono stati resi operativi a seguito della deroga
concessa dalll’UE al regime degli aiuti di Stato e che tale
deroga scade al 31 dicembre 2010;
Tutto ciò premesso e considerato, impegna la Giunta regionale
§
ad intraprendere una
decisa azione nei confronti del Governo nazionale affinché avvii
una trattativa in sede comunitaria per ottenere una proroga
della deroga al regime degli aiuti di Stato sino alla data del
31 dicembre 2011.
|

|
Al Presidente del |
|
Consiglio regionale |
|
del Piemonte |
ORDINE DEL GIORNO
ai sensi dell’articolo 18,
comma 4, dello Statuto e
dell’articolo 103 del
Regolamento interno,
trattazione in Aula
trattazione in Commissione
OGGETTO:
I tributi di competenza statale trasferiti in quota alle Regioni
devono essere riversati direttamente!
Il Consiglio Regionale
Premesso che:
· i tributi di competenza statale trasferiti in quota alle
Regioni sono oggi riversati con molta lentezza;
· il D. Lgs. 137/2007, nel dare attuazione allo statuto
speciale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, prevede
all’art. 1 che “le quote dei proventi erariali spettanti alla
regione autonoma Friuli Venezia Giulia… sono riversate…
direttamente alla regione…”;
· nel gennaio 2009 tale previsione si è sostanziata in una
Convenzione tra Agenzia delle Entrate e Regione Autonoma Friuli
Venezia Giulia;
· la suddetta procedura riguarda il 60% del gettito Irpef, il
45% del gettito Ires e il 91% del gettito IVA dovuti alla
Regione Friuli Venezia Giulia, relativamente ai versamenti che
abbiano luogo nella Regione stessa;
· in attesa che il Disegno di legge n. 1117 "Delega al
Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione
dell'art. 119 della Costituzione", sia definitivamente approvato
e così introduca un’ampia autonomia delle Regioni nella
definizione e nella riscossione diretta delle imposte e dei
tributi.
Considerato che:
· il trasferimento da parte dello Stato delle entrate fiscali
spettanti alle Regione comporta un notevole ritardo nella
effettiva disponibilità delle risorse;
· il Paese – e la Regione Piemonte in particolare - si
trovano oggi a fronteggiare una crisi economica particolarmente
grave, che richiede alle Regioni di impegnare risorse
consistenti in misure di rilancio dell’economia locale;
· tra le misure di contrasto alla crisi vi è la riduzione dei
tempi di pagamento per le imprese che svolgono prestazioni per
la Regione o per enti da essa finanziati come le ASL;
Tutto ciò premesso, in attesa della riforma federale e del
conseguente federalismo fiscale, il Consiglio Regionale del
Piemonte
Impegna la Giunta
· a intraprendere una trattativa con il Governo finalizzata a
definire, attraverso un confronto nell’ambito della Conferenza
Stato - Regioni, il diretto incasso da parte delle Regioni delle
quote dei proventi erariali di propria competenza.
Ciò mediante atti (decreto ministeriale, regolamento o, se
necessario, legge) che prevedano procedure quali quelle previste
dal comma 2 art. 1, del D.Lgs 137/2007: “Le quote dei proventi
oggetto di versamento unificato e di compensazione nell’ambito
territoriale sono riversate (…) direttamente alla Regione su
conto infruttifero ordinario, intestato alla Regione medesima,
istituito presso la Tesoreria centrale dello Stato”.
Torino, giugno 2010
|

MOZIONE
ai sensi dell’articolo 18, comma 4,
dello Statuto e
dell’articolo 102 del Regolamento
interno del Consiglio Regionale del Piemonte
trattazione in Aula
trattazione in Commissione
OGGETTO: Interventi normativi in materia di
Imposta Regionale sulle Attività Produttive
Il Consiglio
regionale,
Premesso che
-
La Legge 244/2007 ha previsto che “l’imposta
regionale sulle attività produttive (IRAP) assume la natura di tributo
proprio della regione e, a decorrere dal 1º gennaio 2010, è istituita
con legge regionale”;
-
L’art. 3 della Legge regionale 35/2008 ha
istituito l'imposta regionale sulle attività produttive;
-
L’effettiva attuazione di tali previsioni è
subordinata all’adozione, da parte del Governo nazionale, dello schema
di regolamento tipo di cui al comma 44 dell'articolo 1 della l.
244/2007, da cui dovranno discendere, al sensi della legge 244/2007,
conformi regolamenti regionali;
-
Sempre in accordo con la legge 244/2007, una
volta compiuti gli atti regolamentari di cui sopra, l’Agenzia delle
Entrate manterrà comunque le funzioni di liquidazione, accertamento e
riscossione;
-
Secondo quanto previsto dalla legge
244/2007, “le Regioni non possono modificare le basi imponibili; nei
limiti stabiliti dalle leggi statali possono modificare l’aliquota, le
detrazioni, le deduzioni, nonché introdurre speciali agevolazioni.
-
La Corte Costituzionale con ripetute
sentenze (sentenze n. 216 del 2009, n. 193 del 2007, n. 155 del 2006 e
n. 431, 381 e 241 del 2004) ha ritenuto illegittime previsioni di legge
regionali che operassero sull’IRAP al di fuori di quanto previsto dalla
normativa statale; nella prima delle
citate sentenze,
la Corte precisa che “né a conclusioni diverse può condurre l'art. 1,
comma 43, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008), a norma del quale
l'Irap «assume la natura di tributo proprio della Regione» e in futuro –
a partire dal 2010, a norma dell'art. 42, comma 7, del decreto-legge 30
dicembre 2008, n. 207 (Proroga di termini previsti da disposizioni
legislative e disposizioni finanziarie urgenti), convertito, con
modifiche, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14 – sarà «istituita con
legge regionale»” in quanto, secondo la Corte, “queste disposizioni non
modificano sostanzialmente la disciplina dell'Irap, che rimane statale”
rimanendo quindi allo Stato il compito di “regolare compiutamente la
materia e a circoscrivere con precisione gli ambiti di intervento del
legislatore regionale” e ancora che “la disciplina, anche di dettaglio,
dell'Irap è riservata alla legge statale e che l'intervento del
legislatore regionale è ammesso solo nei termini stabiliti dallo Stato”
le cui norme riconoscono “alle Regioni sia pure nei limiti stabiliti
dalle leggi statali – di modificare l’aliquota, le detrazioni e le
deduzioni, nonché di introdurre speciali agevolazioni, ma vietano loro
di modificare le basi imponibili”;
evidenziato che:
-
L’attuale assetto normativo preclude alla
Regione la possibilità di disporre dei dati relativi al flusso dell’IRAP
– salvo procedere all’acquisto presso l’Agenzia delle Entrate - nonché
dell’addizionale IRPEF e dell’IVA di competenza regionale e di
conseguenza diventano impraticabili azioni di individuazione
dell’evasione nonché si incontrano forti difficoltà nella formulazione
di previsioni sulle conseguenze di provvedimenti regionali in materia;
-
La riscossione da parte dello Stato e il
successivo versamento alle casse regionali determina una sofferenza
finanziaria che per la Regione Piemonte è oggi stimabile in circa un
miliardo e mezzo di euro, pari ad oltre un anno di imposta;
considerato che:
-
La maggioranza delle Regioni italiane, tra
cui il Piemonte, hanno introdotto specifiche agevolazioni per categorie
di attività o di imprese;
-
L’attuale contesto richiede azioni
significative di rilancio dell’economia e che appare in particolare
necessario sostenere chi, in una fase ancora pesantemente contrassegnata
dalla crisi, sceglie di dare avvio a nuove attività imprenditoriali con
conseguente creazione di posti di lavoro;
-
L’IRAP rappresenta un aggravio consistente
per le imprese e che, in particolare per imprese neocostituite, il suo
sgravio rappresenterebbe un incentivo rilevante;
Tutto ciò premesso
e considerato, impegna la Giunta Regionale a:
-
Agire per
quanto già ad oggi in potere delle Regioni, attraverso azioni di
riduzione delle aliquote IRAP al fine di incentivare l’avvio di nuove
attività imprenditoriali o più in generale nell’ambito di politiche di
incentivo volte al rilancio dell’economia.
-
Intraprendere una decisa azione nei confronti del Governo per:
-
ottenere una
rapida approvazione del Regolamento previsto dalla Legge 244/2007;
-
diminuire in
modo significativo i tempi di incasso delle imposte regionali,
eventualmente prevedendo l’incasso diretto da parte della Regione;
-
assicurare in
modo non oneroso il flusso di informazioni necessarie
all’elaborazione di politiche di agevolazione e di attività di
controllo dell’evasione.
Torino, giugno 2010

ORDINE DEL GIORNO
ai sensi dell’articolo 18, comma 4,
dello Statuto e
dell’articolo 92 del Regolamento
interno,
trattazione in Aula □◊
trattazione in Commissione
O
OGGETTO: Gravi effetti sul tessuto
socio-economico piemontese della manovra
finanziaria approvata da dal
Governo.
Ricordato che
-
all'interno
della manovra finanziaria approvata dal Governo nazionale sono
previste riduzioni rilevanti nei trasferimenti alle Regioni ed agli
Enti Locali;
-
in particolare, il
primo comma dell'art. 14 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 recante “Misure
urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività
economica” definisce l'entità del contributo da parte di
Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano, Province e Comuni
con popolazione superiore a 5.000 abitanti, che concorrono alla
realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio
2011-2013 in termini di fabbisogno e di indebitamento netto, nelle
seguenti misure:
a) le Regioni a statuto ordinario per 4.000 milioni
di euro per l'anno 2011 e 4.500 milioni di euro annui a decorrere dal
2012;
b) le Province per 300
milioni di euro per l'anno 2011 e 500 milioni di euro a decorrere dal
2012;
c) i Comuni per 1.500
milioni di euro per l'anno 2011 e 2.500 milioni di euro a decorrere dal
2012;
rilevato che
-
il
Presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle
Regioni, Vasco Errani, ha dichiarato che “la manovra è
insostenibile e va contro il principio tanto sbandierato del
federalismo fiscale”;
-
il
Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha dichiarato
che “la manovra spazza via il federalismo fiscale, colpendo
principalmente le Regioni”;
-
l'assessore al bilancio ha
dichiarato che
“i tagli nei trasferimenti per 10 miliardi di euro in due anni
colpiscono servizi fondamentali per l'intero Paese, quali il
trasporto pubblico locale ed il sostegno alle imprese, con
gravissime ripercussioni sociali. Di particolare
stridore è la distanza fra l'incidenza del 13,28% per le Regioni e
del 2,7% per le Amministrazioni centrali”;
-
da parte del
Presidente della Regione Piemonte, On. Roberto Cota, non vi è stata
un’adeguata presa di posizione nei confronti della manovra
finanziaria, piuttosto una sostanziale silenziosa accondiscendenza
ai contenuti della stessa anche per la parte riferita a Regioni,
Province e Comuni, dimostrando una insufficiente consapevolezza in
merito alle conseguenze della manovra sul Bilancio della Regione
Piemonte;
considerato che
Il Consiglio
regionale del Piemonte,
sottolinea che
esprime
impegna
Torino, 15 giugno 2010
Primo firmatario: Aldo
Reschigna, Giuliana Manica ed altri

CL 2.3.1
Prot. 22966/DB202 del
03/06/2010
AI CONSIGLIERI REGIONALI
AGLI ASSESSORI REGIONALI
LORO SEDI
Il Consiglio regionale è
convocato a Palazzo Lascaris, via Alfieri 15, per il giorno:
Martedì 8 giugno 2010
alle ore 10.00 e 14.30
con il seguente programma
dei lavori:
Alle ore 10.00
con all’ordine del giorno:
4)
Proposta di deliberazione relativa a
“Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2009 del Consiglio
regionale” (preavviso scritto ai sensi dell’articolo 58, comma 2, del
Regolamento interno)
5)
Disegno di legge n. 13 “Rendiconto
generale per l’esercizio finanziario 2009” (preavviso scritto ai
sensi dell’articolo 58, comma 2, del Regolamento interno)
Alle ore 14.30
con all’ordine del giorno:
1)
Svolgimento interrogazione a risposta
immediata (art. 100 Regolamento)
Alle ore 15.00 (in
sessione straordinaria ai sensi dell’articolo 50 del Regolamento)
con all’ordine del giorno:
1)
Comunicazioni del Presidente del Consiglio
Regionale
2)
“Nucleare in Piemonte” richiesta dai
Consiglieri Reschigna, Manica, Boeti, Placido, Ronzani, Lepri, Artesio,
Bresso, Motta, Laus, Stara, Muliere, Dell’Utri, Buquicchio, Cerutti,
Negro, Gariglio, Ponso, Goffi, Pentenero, Cursio;
Il Presidente
Valerio CATTANEO
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