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 Al Presidente del Consiglio regionale del Piemonte

 

INTERROGAZIONE

ai sensi dell’articolo 18, comma 4, dello Statuto e

dell’articolo 99 del Regolamento interno.

 

    Ordinarie a risposta orale in Aula                      X

Ordinarie a risposta orale in Commissione       

Ordinarie a risposta scritta                               

Indifferibile e urgente in Aula                           

Indifferibile e urgente in Commissione            

 

Oggetto: Reintroduzione dei Comuni novaresi e degli Enti piemontesi interessati nella Commissione aeroportuale di Malpensa e progetto di realizzazione della terza pista dell’aeroporto di Malpensa.

 

Premesso che

- dal 2005, i Comuni novaresi di Oleggio, Marano Ticino, Pombia, Varallo Pombia e Castelletto sopra Ticino, la Provincia di Novara e la Regione Piemonte, a seguito di un’indicazione del Ministero dei Trasporti inviata ad ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), hanno fatto parte della Commissione aeroportuale dell’aeroporto di Malpensa;

- successivamente, i suddetti enti sono stati estromessi dalla citata Commissione in modo improprio, sulla base di una circolare ENAC del luglio 2007;

-     la precedente Giunta regionale aveva richiesto ad ENAC che fosse ripristinata la presenza a pieno titolo nella Commissione aeroportuale di Malpensa dei Comuni novaresi e degli Enti piemontesi interessati;

considerato che

- se questa situazione fosse confermata, il territorio novarese, su cui grava da anni gran parte dell’impatto ambientale e l’inquinamento acustico ed atmosferico dovuto ai sorvoli degli aerei in decollo dal confinante aeroporto lombardo di  Malpensa, non avrebbe modo di partecipare alle decisioni della Commissione aeroportuale che ha il compito di studiare, scegliere e far applicare gli scenari e le modalità di avvicinamento e decollo degli aerei al fine di contenerne l’inquinamento acustico;

- nelle intenzioni espresse sia da SEA, sia da Regione Lombardia, vi è il progetto di una terza pista in previsione di un’espansione di traffico a 50 milioni di passeggeri, sebbene il contesto attuale sia cambiato rispetto alle previsioni del 2007, a cui si riferisce lo studio per la terza pista, tanto che l’attività dell’aeroporto di Malpensa, che nell’anno 2007 aveva gestito circa 23.800.000 passeggeri e una media di 734 movimenti al giorno, nel 2009 ha gestito poco più di 17.500.000 passeggeri, con una media 521 movimenti al giorno, ed è quindi in regressione;

- per la costruzione della terza pista, la Regione Lombardia prevede di sottoporla esclusivamente a VIA (Valutazione d’impatto ambientale) e non alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) all’interno del Piano Territoriale regionale lombardo. La VAS, tuttavia, è il solo strumento che permette di valutare la convivenza tra sviluppo e ambiente su vasta area;

- con le migliorie eseguite e in completamento nel 2010 al Terminal 1 e con quelle previste per il Terminal 2 per il 2011, la capacità dell’aeroporto di Malpensa potrebbe arrivare a 40 milioni di passeggeri, senza dover realizzare la terza pista, quindi ben in grado di “sopportare” l’incremento di passeggeri per l’Expo 2015 previsto nell’ordine di 6 milioni di utenti;

considerato, altresì, che

- la previsione mondiale di sviluppo del trasporto aereo è stata calcolata nella misura del 3,9% all’anno, per cui i 40 milioni di passeggeri verrebbero raggiunti a Malpensa solamente nel 2030, rendendo così non giustificata la costruzione nel breve/medio periodo di una terza pista;

-     l’inquinamento del traffico aereo di Malpensa coinvolge un’area con raggio di almeno 20 km dall’aeroporto;

-     con la terza pista si comprometterebbe, ancor più di oggi, la qualità della vita e la salute dei cittadini dell’Ovest Ticino, oltre che la flora e la fauna del Parco regionale del Ticino, dichiarato dall’UNESCO “Riserva della biosfera”;

- la precedente Giunta regionale aveva proposto che si valutasse lo sviluppo delle infrastrutture aeroportuali in termini di sistema complessivo del Nord Italia, abbandonando logiche di accentramento, non economiche e dannose per  l’ambiente.

 

INTERROGA

il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore competente per sapere:

- quali siano le azioni che intendano mettere in atto per richiedere l’inserimento, nuovamente a pieno titolo, dei Comuni novaresi e degli Enti piemontesi interessati nella Commissione aeroportuale di Malpensa;

- se non ritengano che la costruzione della terza pista di Malpensa, alla quale verrà convogliata la maggior parte degli aerei in decollo, penalizzerà ulteriormente, dal punto di vista acustico e della qualità dell’aria, il confinante territorio novarese, e sia, dunque, per tutte queste ragioni da evitare;

- se non ritengano che qualunque progetto di crescita dell’aeroporto di Malpensa debba essere sempre valutato attraverso la VAS con, di conseguenza, anche il coinvolgimento dei confinanti Enti piemontesi.

 

Torino, 29 giugno 2010

Prima firmataria           Giuliana MANICA

Altre firme

Al Presidente del

Consiglio regionale

del Piemonte

 

ORDINE DEL GIORNO

 

                                             Trattazione in aula

 

OGGETTO: Nuovo Ministro per l’attuazione del Federalismo: riforme a rischio

 

Considerato che

· Il Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi ha nominato come nuovo Ministro per “l’attuazione del Federalismo” l’On. Aldo Brancher;

· tale neo-Ministro non appare particolarmente esperto nel ramo;

· un suo possibile ricorso alla legge sul c.d. “legittimo impedimento” per vicende giudiziarie in cui è processato potrebbe essere una ragione della sua nomina a Ministro;

· le deleghe per l’attuazione del Federalismo, e in particolare del Federalismo fiscale, sono anche attribuite al Senatore Umberto Bossi;

· anche se le deleghe al neo-Ministro Brancher venissero mutate in “decentramento e sussidiarietà” è evidente che esse rischiano di confliggere o sovrapporsi con quelle attribuite al Sen. On. Ministro Bossi;

Tutto ciò premesso il Consiglio regionale

impegna il Presidente della Giunta regionale

  • a sollecitare una discussione in Parlamento affinché indirizzi il Presidente Berlusconi ad attribuire in modo esclusivo le deleghe per l’attuazione del Federalismo al Ministro Bossi. Ciò al fine di avere maggiori certezze sul perseguimento di un obiettivo politico certamente condiviso.

Torino, 25 Giugno 2010


Al Presidente del

Consiglio regionale
del Piemonte

 

ORDINE DEL GIORNO

                            

                                         Trattazione in aula

 

OGGETTO: Piano Straordinario per l’occupazione. Misura I. 7 “Più scuola”. Richiesta di contributo al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

 

Premesso che:

·         La Giunta Regionale, all’interno del Piano Straordinario per l’occupazione, Misura I. 7 “Più scuola”, prevede il sostegno alle scuole dei piccoli comuni, delle aree montane e metropolitane disagiate attraverso un incremento dell’organico in via sussidiaria;

·         Tale misura si pone quali obiettivi il mantenimento del tempo scuola consolidato, il sostegno alla qualità didattica favorendo la costituzione di classi non eccessivamente numerose e la riduzione del fenomeno del precariato nella scuola;

·         Destinatarie di tale misura saranno le autonomie scolastiche piemontesi che, mediante bando, potranno accedere a risorse necessarie a fronteggiare la riduzione degli organici previsti nella Legge Finanziaria n. 133 del 6 agosto 2008 e nello Schema di Piano Programmatico del Ministero dell’Istruzione di cui all’art. 64;

Evidenziato che:

l  Tale competenza, ai sensi dell'art. 137 del Dlgs 112 del 31 marzo 1998 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n.59”, è propria dello Stato in quanto “Restano allo Stato, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera a), della legge 15 marzo 1997, n. 59, i compiti e le funzioni concernenti i criteri e i parametri per l'organizzazione della rete scolastica, previo parere della Conferenza unificata, le funzioni di valutazione del sistema scolastico, le funzioni relative alla determinazione e all'assegnazione delle risorse finanziarie a carico del bilancio dello Stato e del personale alle istituzioni scolastiche, le funzioni di cui all'articolo 138, comma 3, del presente decreto legislativo”.

  · Alle Regioni, ai sensi dell'art. 118 secondo comma della Costituzione e dell'art. 138 del Dlgs 112 del 31 marzo 1998 sono delegate le seguenti funzioni amministrative:

a) la programmazione dell'offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale;

b) la programmazione, sul piano regionale, nei limiti delle disponibilità di risorse umane e finanziarie, della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali, assicurando il coordinamento con la programmazione di cui alla lettera a);

c) la suddivisione, sulla base anche delle proposte degli enti locali interessati, del territorio regionale in ambiti funzionali al miglioramento dell'offerta formativa;

d) la determinazione del calendario scolastico;

e) i contributi alle scuole non statali;

f) le iniziative e le attività di promozione relative all'ambito delle funzioni conferite.

L'esercizio delle funzioni, ai sensi della legge 15 marzo 1997, n. 59, deve avvenire secondo “il principio della copertura finanziaria e patrimoniale dei costi per l'esercizio delle funzioni amministrative conferite”.

  •  La Regione interviene in via sussidiaria su una competenza propria dello Stato con proprie risorse pari ad Euro 10.000.000,00, attingendo a quanto stanziato sul bilancio pluriennale per l’attuazione del Piano Triennale della Legge 28 del 2007.

Considerato che:

  • La misura in questione costituisce di fatto la sostituzione della Regione a competenze proprie dello Stato, intervenendo a copertura di 350 – 400 posti a fronte di una riduzione di organico pari a 1648 unità di docenti e 956 di personale ATA.

Tutto ciò premesso e considerato
sollecita la Giunta regionale a                               
  • richiedere al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca un contributo a copertura delle risorse stanziate nella Misura I 7 del Piano Straordinario per l’occupazione pari ad Euro 10.000.000,00 in quanto competenza esclusiva dello Stato;

  • utilizzare le risorse del bilancio regionale a ciò destinate per garantire gli attuali standard di istruzione della Regione Piemonte in attuazione a quanto previsto dal Piano Triennale della Legge Regionale 28 del 2007.

Torino, 28 Giugno 2010

 


 

Al Presidente del

Consiglio regionale
del Piemonte
 
MOZIONE

ai sensi dell’articolo 18, comma 4, dello Statuto e

dell’articolo 102 del Regolamento interno

 

trattazione in Aula

 

OGGETTO: Richiesta di proroga della deroga al regime degli aiuti di Stato.

 

Il Consiglio regionale del Piemonte,

premesso che

§  la grave crisi economica e finanziaria globale ha coinvolto nella nostra regione soprattutto le piccole e medie imprese (PMI), artigiane e non, che hanno subito una consistente riduzione dei finanziamenti da parte delle banche, una crescente insostenibilità finanziaria e conseguente cessazione o, comunque, drastica riduzione della base produttiva;

§  al fine di facilitare l’accesso al credito ai soggetti colpiti dalla recessione, sia nell’ottica di risolvere problemi immediati e contingenti – promuovendo la stabilizzazione finanziaria dell’impresa – sia di incoraggiarne lo sviluppo e la crescita, facilitando la concessione di nuova finanza, la precedente Giunta regionale, lo scorso anno, ha approvato un “Fondo di Riassicurazione”, attualmente operativo, costituito nell’ambito del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, che fornisce garanzie a favore dei Consorzi di garanzia collettiva fidi (Confidi), nonché il fondo di garanzia per le grandi imprese;

§  l’originaria operatività dei Fondi di Riassicurazione e di garanzia risulta temporalmente limitata al 30 giugno 2010; 

avendo appreso

§  della volontà dell’attuale Giunta regionale di prorogare l’operatività del Fondo di Riassicurazione per le piccole e medie imprese fino al 31 dicembre 2010;

considerato che

§  negli ultimissimi mesi, si sono colti alcuni segnali di disgelo dell’economia regionale, tuttavia ancora troppo deboli per avvallare l’ipotesi di un’inversione del ciclo e di una vera risalita della china, in ogni caso prevista da tutti come lunga e accidentata;

§  permangono difficoltà di accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese anche a causa del protrarsi della crisi;

§  considerato che i suddetti sono stati resi operativi a seguito della deroga concessa dalll’UE al regime degli aiuti di Stato e che tale deroga scade al 31 dicembre 2010;

Tutto ciò premesso e considerato, impegna la Giunta regionale

§  ad intraprendere una decisa azione nei confronti del Governo nazionale affinché avvii una trattativa in sede comunitaria per ottenere una proroga della deroga al regime degli aiuti di Stato sino alla data del 31 dicembre 2011.

 


Al Presidente del

Consiglio regionale

del Piemonte

 
ORDINE DEL GIORNO

ai sensi dell’articolo 18, comma 4, dello Statuto e

dell’articolo 103 del Regolamento interno,

  

trattazione in Aula                    

    trattazione in Commissione        

 

OGGETTO: I tributi di competenza statale trasferiti in quota alle Regioni devono essere riversati direttamente!

Il Consiglio Regionale

Premesso che:

 

·    i tributi di competenza statale trasferiti in quota alle Regioni sono oggi riversati con molta lentezza;

·    il D. Lgs. 137/2007, nel dare attuazione allo statuto speciale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, prevede all’art. 1 che “le quote dei proventi erariali spettanti alla regione autonoma Friuli Venezia Giulia… sono riversate… direttamente alla regione…”;

·    nel gennaio 2009 tale previsione si è sostanziata in una Convenzione tra Agenzia delle Entrate e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia;

·    la suddetta procedura riguarda il 60% del gettito Irpef, il 45% del gettito Ires e il 91% del gettito IVA dovuti alla Regione Friuli Venezia Giulia, relativamente ai versamenti che abbiano luogo nella Regione stessa;

·    in attesa che il Disegno di legge n. 1117 "Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'art. 119 della Costituzione", sia definitivamente approvato e così introduca un’ampia autonomia delle Regioni nella definizione e nella riscossione diretta delle imposte e dei tributi.

 

Considerato che:

 

·    il trasferimento da parte dello Stato delle entrate fiscali spettanti alle Regione comporta un notevole ritardo nella effettiva disponibilità delle risorse;

·    il Paese – e la Regione Piemonte in particolare - si trovano oggi a fronteggiare una crisi economica particolarmente grave, che richiede alle Regioni di impegnare risorse consistenti in misure di rilancio dell’economia locale;

·    tra le misure di contrasto alla crisi vi è la riduzione dei tempi di pagamento per le imprese che svolgono prestazioni per la Regione o per enti da essa finanziati come le ASL;

Tutto ciò premesso, in attesa della riforma federale e del conseguente federalismo fiscale, il Consiglio Regionale del Piemonte

Impegna la Giunta

 

·    a intraprendere una trattativa con il Governo finalizzata a definire, attraverso un confronto nell’ambito della Conferenza Stato - Regioni, il diretto incasso da parte delle Regioni delle quote dei proventi erariali di propria competenza.

Ciò mediante atti (decreto ministeriale, regolamento o, se necessario, legge) che prevedano procedure quali quelle previste dal comma 2 art. 1, del D.Lgs 137/2007: “Le quote dei proventi oggetto di versamento unificato e di compensazione nell’ambito territoriale sono riversate (…) direttamente alla Regione su conto infruttifero ordinario, intestato alla Regione medesima, istituito presso la Tesoreria centrale dello Stato”.

 

Torino,  giugno 2010

 


 

MOZIONE

ai sensi dell’articolo 18, comma 4, dello Statuto e

dell’articolo 102 del Regolamento interno del Consiglio Regionale del Piemonte

 

 

trattazione in Aula                    

trattazione in Commissione         

 

OGGETTO: Interventi normativi in materia di Imposta Regionale sulle Attività Produttive

Il Consiglio regionale,

Premesso che

-          La Legge 244/2007 ha previsto che “l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) assume la natura di tributo proprio della regione e, a decorrere dal 1º gennaio 2010, è istituita con legge regionale”;

-          L’art. 3 della Legge regionale 35/2008 ha istituito l'imposta regionale sulle attività produttive;

-          L’effettiva attuazione di tali previsioni è subordinata all’adozione, da parte del Governo nazionale, dello schema di regolamento tipo di cui al comma 44 dell'articolo 1 della l. 244/2007, da cui dovranno discendere, al sensi della legge 244/2007, conformi regolamenti regionali;

-          Sempre in accordo con la legge 244/2007, una volta compiuti gli atti regolamentari di cui sopra, l’Agenzia delle Entrate manterrà comunque le funzioni di liquidazione, accertamento e riscossione;

-          Secondo quanto previsto dalla legge 244/2007, “le Regioni non possono modificare le basi imponibili; nei limiti stabiliti dalle leggi statali possono modificare l’aliquota, le detrazioni, le deduzioni, nonché introdurre speciali agevolazioni.

-          La Corte Costituzionale con ripetute sentenze (sentenze n. 216 del 2009, n. 193 del 2007, n. 155 del 2006 e n. 431, 381 e 241 del 2004) ha ritenuto illegittime previsioni di legge regionali che operassero sull’IRAP al di fuori di quanto previsto dalla normativa statale; nella prima delle citate sentenze, la Corte precisa che “né a conclusioni diverse può condurre l'art. 1, comma 43, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008), a norma del quale l'Irap «assume la natura di tributo proprio della Regione» e in futuro – a partire dal 2010, a norma dell'art. 42, comma 7, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti), convertito, con modifiche, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14 – sarà «istituita con legge regionale»” in quanto, secondo la Corte, “queste disposizioni non modificano sostanzialmente la disciplina dell'Irap, che rimane statale” rimanendo quindi allo Stato il compito di “regolare compiutamente la materia e a circoscrivere con precisione gli ambiti di intervento del legislatore regionale” e ancora che “la disciplina, anche di dettaglio, dell'Irap è riservata alla legge statale e che l'intervento del legislatore regionale è ammesso solo nei termini stabiliti dallo Stato” le cui norme riconoscono “alle Regioni  sia pure nei limiti stabiliti dalle leggi statali – di modificare l’aliquota, le detrazioni e le deduzioni, nonché di introdurre speciali agevolazioni, ma vietano loro di modificare le basi imponibili”;

evidenziato che:

-          L’attuale assetto normativo preclude alla Regione la possibilità di disporre dei dati relativi al flusso dell’IRAP – salvo procedere all’acquisto presso l’Agenzia delle Entrate - nonché dell’addizionale IRPEF e dell’IVA di competenza regionale e di conseguenza diventano impraticabili azioni di individuazione dell’evasione nonché si incontrano forti difficoltà nella formulazione di previsioni sulle conseguenze di provvedimenti regionali in materia;

-          La riscossione da parte dello Stato e il successivo versamento alle casse regionali determina una sofferenza finanziaria che per la Regione Piemonte è oggi stimabile in circa un miliardo e mezzo di euro, pari ad oltre un anno di imposta;

considerato che:

-          La maggioranza delle Regioni italiane, tra cui il Piemonte, hanno introdotto specifiche agevolazioni per categorie di attività o di imprese;

-          L’attuale contesto richiede azioni significative di rilancio dell’economia e che appare in particolare necessario sostenere chi, in una fase ancora pesantemente contrassegnata dalla crisi, sceglie di dare avvio a nuove attività imprenditoriali con conseguente creazione di posti di lavoro;

-          L’IRAP rappresenta un aggravio consistente per le imprese e che, in particolare per imprese neocostituite, il suo sgravio rappresenterebbe un incentivo rilevante;

Tutto ciò premesso e considerato, impegna la Giunta Regionale a:

-          Agire per quanto già ad oggi in potere delle Regioni, attraverso azioni di riduzione delle aliquote IRAP al fine di incentivare l’avvio di nuove attività imprenditoriali o più in generale nell’ambito di politiche di incentivo volte al rilancio dell’economia.

-          Intraprendere una decisa azione nei confronti del Governo per:

  • ottenere una rapida approvazione del Regolamento previsto dalla Legge 244/2007;

  • diminuire in modo significativo i tempi di incasso delle imposte regionali, eventualmente prevedendo l’incasso diretto da parte della Regione;

  • assicurare in modo non oneroso il flusso di informazioni necessarie all’elaborazione di politiche di agevolazione e di attività di controllo dell’evasione.

 

Torino, giugno 2010


 

 

ORDINE DEL GIORNO

ai sensi dell’articolo 18, comma 4, dello Statuto e

dell’articolo 92 del Regolamento interno,

 

trattazione in Aula    □◊

             

           trattazione in Commissione     

 

O   OGGETTO: Gravi effetti sul tessuto socio-economico piemontese della manovra finanziaria approvata da   dal Governo.

Ricordato che

  •  all'interno della manovra finanziaria approvata dal Governo nazionale sono previste riduzioni rilevanti nei trasferimenti alle Regioni ed  agli Enti Locali;

  • in particolare, il primo comma dell'art. 14 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” definisce l'entità del contributo da parte di Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano, Province e Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, che concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2011-2013 in termini di fabbisogno e di indebitamento netto, nelle seguenti misure:

a) le Regioni a statuto ordinario per 4.000 milioni di euro per l'anno 2011 e 4.500 milioni di euro annui a decorrere dal 2012;

b) le Province per 300 milioni di euro per l'anno 2011 e 500 milioni di euro a decorrere dal 2012;

c) i Comuni per 1.500 milioni di euro per l'anno 2011 e 2.500 milioni di euro a decorrere dal 2012;

  • il secondo comma del suddetto art. 14 prevede l'abrogazione della normativa che ha trasformato i trasferimenti statali per il trasporto pubblico locale in compartecipazione al gettito dell'accisa sul gasolio per autotrazione;

rilevato che

  •   il Presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha dichiarato che “la manovra è insostenibile e va contro il principio tanto sbandierato del federalismo fiscale”;

  •  il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha dichiarato che “la manovra spazza via il federalismo fiscale, colpendo principalmente le Regioni”;

  • l'assessore al bilancio ha dichiarato che “i tagli nei trasferimenti per 10 miliardi di euro in due anni colpiscono servizi fondamentali per l'intero Paese, quali il trasporto pubblico locale ed il sostegno alle imprese, con gravissime ripercussioni sociali. Di particolare stridore è la distanza fra l'incidenza del 13,28% per le Regioni e del 2,7% per le Amministrazioni centrali”;

  • da parte del Presidente della Regione Piemonte, On. Roberto Cota,  non vi è stata un’adeguata presa di posizione nei confronti della manovra finanziaria, piuttosto una sostanziale silenziosa accondiscendenza ai contenuti della stessa anche per la parte riferita a Regioni, Province e Comuni, dimostrando una insufficiente consapevolezza in merito alle conseguenze della manovra sul Bilancio della Regione Piemonte;

considerato che

  • l'effetto per la Regione Piemonte della manovra finanziaria è stimato in circa 900 milioni di euro in due anni, importo tale da rendere impossibile per la nostra Regione garantire servizi essenziali per i cittadini ed investimenti a sostegno dell'economia.

 

Il Consiglio regionale del Piemonte,

  • nel condividere le prese di posizione espresse dal Presidente della Regione Emilia Romagna e dal Presidente della Regione Lombardia, considera la manovra varata dal Governo insostenibile per Regioni ed Enti Locali e contraria al principio tanto sbandierato del federalismo fiscale;

sottolinea che

  • fino ad ora, non vi è stata da parte del Presidente della Regione Piemonte una sufficiente ed adeguata presa di posizione sulla manovra finanziaria del Governo;

esprime

  • grave preoccupazione per le conseguenze che la manovra produrrà sul Bilancio della Regione Piemonte e sulla capacità dell’Amministrazione regionale di garantire tutela sociale e sostegno al sistema economico piemontese in un momento di grande difficoltà e crisi;

impegna

  • il Presidente della Giunta regionale ad assumere una posizione chiara e di contrasto ai contenuti della manovra finanziaria varata dal Governo relativi alle Regioni, alle Province e ai Comuni.

 

Torino, 15 giugno 2010

 

Primo firmatario: Aldo Reschigna, Giuliana Manica ed altri

    


 

 

CL 2.3.1

Prot. 22966/DB202 del 03/06/2010

AI CONSIGLIERI REGIONALI

AGLI ASSESSORI REGIONALI

                                                                                                        LORO SEDI

Il Consiglio regionale è convocato a Palazzo Lascaris, via Alfieri 15, per il giorno:

Martedì 8 giugno 2010 alle ore 10.00 e 14.30

con il seguente programma dei lavori:

Alle ore 10.00

con all’ordine del giorno:

1)      Approvazione verbali precedenti sedute

2)      Comunicazioni del Presidente del Consiglio regionale

3)      Svolgimento interrogazioni e interpellanze

4)      Proposta di deliberazione relativa a “Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2009 del Consiglio regionale” (preavviso scritto ai sensi dell’articolo 58, comma 2, del Regolamento interno)

5)      Disegno di legge n. 13 “Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2009” (preavviso scritto ai sensi dell’articolo 58, comma 2, del Regolamento interno)

 

Alle ore 14.30

con all’ordine del giorno:

1)      Svolgimento interrogazione a risposta immediata (art. 100 Regolamento)

Alle ore 15.00 (in sessione straordinaria ai sensi dell’articolo 50 del Regolamento)

con all’ordine del giorno:

1)      Comunicazioni del Presidente del Consiglio Regionale

2)      “Nucleare in Piemonte” richiesta dai Consiglieri Reschigna, Manica, Boeti, Placido, Ronzani, Lepri, Artesio, Bresso, Motta, Laus, Stara, Muliere, Dell’Utri, Buquicchio, Cerutti, Negro, Gariglio, Ponso, Goffi, Pentenero, Cursio;

 

                                                                           Il Presidente

                                                                                       Valerio CATTANEO

 


 
 

Ultimo aggiornamento:  30-06-10 - © Copyright 2010 Tutti i diritti riservati. WebMaster